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Un cenone di Natale, mille ricette!

23/12/2011

Una delle peculiarità della cucina italiana è rappresentata dalla grande varietà di prodotti tipici e ricette caratteristiche delle diverse regioni. La gastronomia italiana conferma questa sua attitudine alla diversificazione soprattutto in occasione delle feste natalizie che vedono gli italiani riunirsi per il cenone della vigilia ed il pranzo del giorno di Natale intorno ad una tavola, fermi nell’intento di rispettare la tradizione…della propria regione!

E allora gli antipasti dei convivi natalizi possono andare dall’insalata russa e le capesante gratinate fino ai frutti di mare crudi o la caponata siciliana.

I primi tradizionalmente serviti in tavola in occasione del Natale sono a base di carne nel Settentrione (lasagne alla bolognese, ravioli al cotechino con salsa di lenticchie o in brodo di cappone) e di pesce al Sud (spaghetti alle vongole o con l’anguilla, risotto o paccheri ai frutti di mare).

Anche i secondi vedono la preferenza per la carne nel Nord, con arrosti, tacchino ripieno, stinco di maiale, cappone tartufato e il classico brasato al barolo; nel Sud ancora una volta pesce e quindi baccalà fritto, anguilla in umido e frittura mista.

La frutta (esotica e secca) rappresenta solo il preludio al trionfo di dolci tipicamente natalizi che invece sanno riunificare la penisola intera…panettone e pandoro non possono mancare sulle tavole degli italiani; nonostante provengano dal Settentrione (lombardo il panettone e veneto il pandoro) sono dolci che si sono poi diffusi in tutta l’Italia. Infine torrone cremonese, cantuccini toscani, struffoli napoletani e cartellate pugliesi. Insomma, ce n’è per tutti i gusti…allora perché non proporre un menù natalizio originale, ovvero che attinga alle tradizioni di tutte le regioni?
 

Gianluca Rizzi | commenta

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I cuochi italiani...artisti del gusto

12/12/2011

cuochiIl grande prestigio della tradizione culinaria italiana è senza dubbio dovuto alla inconfondibile bontà dei suoi prodotti gastronomici più tipici ma il contributo degli chef è non meno importante, vista la proverbiale creatività dei cuochi italiani che è pari solo alla loro capacità di salvaguardare l’autenticità della materia prima.

Riconosciuto da tutti come il padre fondatore della cosiddetta “nuova cucina italiana”, Gualtiero Marchesi è il più noto tra gli chef italiani. Ha prestato di recente la sua firma ad un bis di “sandwich d’autore” marchiati McDonald. Suo, nel 1986, il primo ristorante in Italia ad ottenere il prestigioso riconoscimento delle 3 stelle assegnate dalla guida francese Michelin (della quale però contesterà ufficialmente, nel 2008, il metodo di valutazione).

Tra i tanti allievi illustri di Marchesi ricordiamo Carlo Cracco che, dopo avere fatto esperienza in Francia ed in giro per l’Italia,  approda a Milano dove, accettando l’invito della famiglia Stoppani, proprietaria della “boutique” gastronomica più in voga  della città, aprirà il ristorante Cracco Peck (di cui è tuttora lo Chef Executive).

Il vero fuoriclasse tra i cuochi italiani è Massimo Bottura, modenese meno che cinquantenne, attualmente considerato all’unanimità il migliore in Italia. Il suo ristorante, l’Osteria Francescana, si è piazzato, nel 2011, al 4° posto nella classifica dei 50 migliori ristoranti al mondo. Allievo dello chef francese Alain Ducasse, amico del catalano Ferran Adrià, è uno sperimentatore che sa mirabilmente riproporre i grandi piatti della cucina tradizionale italiana sotto forme, colori e  consistenze totalmente innovative e sorprendenti.
 

Gianluca Rizzi | commenta

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La cucina pugliese, il sapore dell'autenticità

06/12/2011

La cucina pugliese,il sapore dell'autenticità Orecchiette-pugliesiLa cucina pugliese è caratterizzata dal connubio inconfondibile tra i frutti della terra e quelli del mare. La plurimillenaria tradizione, contadina e marinaresca insieme, ha dato vita ad una tavola ricca di ingredienti  preziosi e prelibati solitamente accostati in ricette estremamente semplici proprio perché volte a salvaguardare l’autenticità del prodotto di base.

La generosa terra pugliese regala prodotti che tutta l’Italia ci invidia: le clementine del Golfo di Taranto, la ciliegia Ferrovia, la cipolla rossa di Acquaviva e tanti altri ancora. E non dimentichiamo le olive, vero e proprio vanto pugliese soprattutto per il meraviglioso olio che se ne ricava (la regione conta ben 5 DOP olearie)!

Adagiata tra Mar Adriatico e Mar Ionio, la Puglia offre un pescato vario e molto saporito (tra cui cozze nere tarantine e gamberi rossi di Gallipoli) e soprattutto frutti di mare, da mangiare preferibilmente crudi per apprezzarne a pieno il gusto ed il profumo inconfondibili. Come è noto, la Puglia è detta anche “granaio d’Italia” data l’enorme quantità di grano che vi viene coltivato. La cucina pugliese è pertanto caratterizzata dall’uso abbondante dei farinacei ovvero pane e pasta ma anche taralli, orecchiette, frise, pucce, focacce e panzerotti.
Altro vero e proprio orgoglio della tradizione contadina e pastorale è l’ampia e variegata produzione di latticini (prevalentemente di origine vaccina) e quindi mozzarelle, burrate, caciocavallo, ricotta, scamorza, cacioricotta e pecorino.

Infine carni e salumi, sicuramente non il fiore all’occhiello della regione se paragonati ai prodotti piemontesi, toscani o umbri, ma comunque di buon livello. Caratteristici sono gli involtini di cavallo e le tielle di capretto o agnello.

Gianluca Rizzi | commenta

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